Attività, opere e progetti

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Ogni attività di Mir i Dobro è preceduta, accompagnata e sostenuta dalla preghiera, fatta con fede e con perseveranza.

Pregare significa mettere noi stessi e tutto ciò che facciamo nelle mani del Signore.

I soci e gli amici di Mir i Dobro sono operai, medici, laureati, artigiani, camionisti, studenti, casalinghe, professionisti, politici, sacerdoti, giornalisti…: tutti lavorano in modo concorde, da volontari, seguendo la spiritualità mariana che contraddistingue l’associazione, nell’alveo della chiesa cattolica e secondo i bisogni e le necessità che ci vengono evidenziati dalle realtà che operano in quei luoghi.

L’impegno si articola in diversi progetti, alcuni dei quali già portati a termine o ben avviati e consolidati, altri da realizzare:

  • L’adozione a distanza di orfani o di famiglie bisognose in collaborazione con l’associazione Medunarodno Kumstvo Djetetu Herceg-Bosne di Siroki Brijeg.
  • Il programma educativo estivo sull’isola di Jaklijan ormai completato (1995-2005) a cui è subentrato l’impegno del recupero del Monastero sull’isola di Badia.
  • La casa di accoglienza “Santa Famiglia” fondata da Fra Jozo Zovko per ragazze orfane di guerra o di famiglie in difficoltà.
  • Costruzione e mantenimento, in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi di Milano di un Centro di riabilitazione sanitaria per disabili “Maria Naša Nada” (Maria nostra speranza), che si trova a Puringaj, vicino alla casa Santa Famiglia. Attualmente ospita 70 bambini e ragazzi non abili.
  • La costruzione di una nuova cappella adiacente al centro disabili.
  • I pellegrinaggi mensili a Medjugorje e incontri di preghiera anche quello annuale a Milano.
  • L’aiuto umanitario, costante alla popolazione bisognosa (anziani soli, invalidi e mutilati di guerra, vedove e orfani) su segnalazione della Caritas e in stretto contatto con il Vescovo della Diocesi di Seni-Gospic.
  • L’aiuto al “Villaggio della Madre” fondato da Fra Slavko Barbarić che accoglie bambini soli, abbandonati o figli di alcolizzati, donne maltrattate che fuggono con i propri figli, drogati, malati anche psichicamente che nessun centro accoglie.
  • La fornitura di ben 2500 corone del rosario e relativi libretti per carcerati, ammalati negli ospedali ed infermi, alunni delle scuole, ecc. in Ucraina su segnalazione di
    un sacerdote cattolico di rito greco, come segno di apostolato e diffusione della venerazione a Maria.
  • La ferma intenzione di realizzare la “Casa di Accoglienza per le Donne in difficoltà” che è già stata comperata ma deve essere sistemata
  • La casa per esercizi spirituali nello spirito di Medjugorje a Talamona (SO)