Dottor Mario Botta

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Nato 01/09/1945 a Olgiate Comasco. Cardiochirurgo che nel viaggio a Lourdes del 1967 in auto con un amico al 3° anno di Medicina: là nella “boite des intentions” sotto la Grotta, ha posto un bisturi, come a significare: “prendi in mano Tu, Maria il mio futuro di medico”.

A Lourdes ha conosciuto per la prima volta Luisa, che divenne sua moglie, poi ginecologa a Niguarda.

Cardiochirurgo prima all’ospedale “Cà Granda di Niguarda” a Milano poi all’ospedale “Luigi Sacco” di Milano fino al 2010.

Oggi oltre a fare il nonno con grande piacere fa il volontario in terapia lesioni da pressione nei medullolesi presso l’unità spinale di Niguarda.

Ha vissuto una bellissima esperienza essendo stato designato dal presidente del Bureau des constatations medicales di Lourdes, col quale aveva già collaborato, ad essere il medico personale di San Giovanni Paolo II nel suo primo pellegrinaggio a Lourdes (marzo 1982). Questo evento ha dato un senso alla sua vita.

Avendo già sperimentato e documentato alcune guarigioni avvenute a Lourdes è stato chiamato a Medjugorje per verificare l’evento ancora in fase iniziale che toccava sei giovani ragazzi. È stato, assieme al Prof. Comeri, uno dei primi medici che hanno formato l’equipe che ha studiato il fenomeno delle apparizioni a Medjugorje.

 

Riportiamo un suo articolo dove esprime le sensazioni vissute dopo essere stato con San Giovanni Paolo II a Lourdes.

 

RICORDI DI UN MEDICO

 

Se anche nella mia vita di cardiochirurgo, non avessi fatto niente, basterebbe questo a dare senso alla mia vita.

Sì, anche di un asinello si è servito Gesù per entrare in Gerusalemme, non devo dimenticare questo, ma è pur vero che il Bureau Médical nella persona dell’allora Medico Permanente, Docteur Theodore Mangiapan (che non ringrazierò mai abbastanza), designò me ad essere Medico Personale di S.S. Papa Giovanni Paolo II nel Suo primo Pellegrinaggio a Lourdes.

Durante quei due giorni io sono stato, si può dire, la Sua ombra, per la vicinanza che istituzionalmente dovevo avere con il Papa stesso.

Ho accolto Papa Wojtyla al Suo atterraggio in elicottero, alle porte di Lourdes, in un prato lungo la strada che conduce all’ Hopital ST. Bernadette, dove il sindaco Gli ha rivolto il discorso di benvenuto. Ho avuto consegna di un box-frigo portatile, in cui erano contenute 5 unità di sangue già interreazionate a Lui, e che sono state immediatamente dirette all’emoteca dell’Hopital St. Bernadette. Non dobbiamo dimenticare che si era praticamente all’indomani (per dire) dell’attentato di Piazza San Pietro cui seguirono gli interventi chirurgici praticati in assoluta emergenza. Io avevo a mio diretto telefono il Centre Hopitalier Universitaire (in particolare il blocco chirurgico) di Rangueil di Tolosa, nell’eventualità di un deprecabile nuovo incidente.

Sono trascorsi più di 30 anni, ma richiamare questi ricordi, mi commuovo alle lacrime subito, vi do diciamo dei flashes: indimenticabile, Papa Wojtyla, proprio alla Grotta, si chinava, Lui, alto, ma smagrito visibilmente dal recente passato chirurgico d’emergenza, si chinava sotto gli occhi della Vergine a baciare i bambini con patologie oncologiche, e ad incoraggiare le giovani mamme, a quale grado di commozione non è possibile dire. Certo la Bienheureuse Vierge Marie (Beata Vergine Maria) non tardava a dire il Suo grazie al Papa per tanta toccante bontà! (consideriamo che l’umanità non legge più i vangeli se non sul nostro operare quotidiano, e Giovanni Paolo II ben manifesta il Vangelo autentico, va certo detto soprattutto da me così vicino a Lui. “Louange à Dieu”) (Lode a Dio).

E’ ormai proverbiale la presa, il “feeling“ di Papa Giovanni Paolo II sui giovani, ma io posso darvene una riconferma, ricordando l’entusiasmo palpitante, esplosivo! che nell’incontro appunto con i giovani è stato tale con applausi, salti, canti, ovazioni, all’arrivo sulla Papamobile giù nella Basilica S. Pio X, da far tremare addirittura le possenti strutture portanti di cemento armato.

La gioia incontenibile faceva fibrillare tutti i cuori, è davvero Cristo in terra!

Papa Giovanni Paolo II veniva involontariamente anche come capo di stato, c’era uno spiegamento di forze per la sicurezza (comprensibile dopo l’attentato di Piazza San Pietro) incredibile. Questi agenti, per non disturbare visivamente con le divise, erano “in borghese” (io li riconoscevo per un piccolo badge) ed erano soprattutto giovani, anche questi, lì, con un preciso incarico, sembravano svolgere questo servizio di controllo, con vera gioia!

Altro “flash”: non posso non dirvi che la notte fra le due giornate di Pellegrinaggio del Papa, io ero ovviamente, diciamo noi medici “di guardia” nella autolettiga, equipaggiata al centro mobile rianimativo, e stazionavo nel parco della residenza vescovile. Ho visto la luce nella camera di S.S. Giovanni Paolo II essere spenta per soli 3/4 d’ora, sicuramente neanche 1 ora, ciò mi fa supporre che il Papa abbia trascorso quasi l’intera notte in preghiera e meditazione! e riflettendo, la cosa non mi sorprende per un Papa così “Mariano” qui, per breve tempo, a Lourdes, terra di Maria !!! Quale concreto esempio di fede autentica!

Io mi son trovato accanto alle massime autorità politiche e di polizia francesi, ricordo che, prima di alzarsi in volo con l’elicottero per raggiungere l’aeroporto, a fine Pellegrinaggio, Papa Wojtyla ha stretto la mano a noi (eravamo poco più di una dozzina di persone) riuniti per il saluto riconoscente, nel parco della residenza vescovile di Lourdes. Beh vi posso dire che quel gesto trascendeva l’umano. In quella stretta di mano c’era palpabile il tocco di Gesù, che al di là del farci sentire la nostra nullità, pur reale, aveva invece tutto l’effetto catartico di un “su, coraggio” detto a ciascuno di noi, da Gesù stesso !!!

Non immaginate, cari colleghi ed amici, come io possa essere stato contento che il 1° maggio del 2011 questo Papa è stato Beatificato e il 27 aprile 2014 canonizzato, mi sembra di presentire un vibrare di gioia cosmica, (incontenibile come a Lourdes allora) che certo il colonnato di San Pietro non può circoscrivere, perché raggiunge ogni uomo, dovunque si trovi sul globo o nei cieli.

E tutta questa gioia vorrei che si traduca in un nostro sincero grazie alla Vergine di Lourdes, nostra Mamma carissima, per averci dato un Papa che ha voluto contrassegnare tutto il Suo Pontificato con l’emblema indimenticabile “TOTUS TUUS”.

 Mario Botta

 

Visita la pagina della GIORNATA DI PREGHIERA del 18 Marzo 2018 e partecipa anche tu.

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